Orgoglio e pregiudizio

Orgoglio e pregiudizio è il romanzo più conosciuto di Jane Austen. Fu pubblicato nel 1813, ma la prima stesura risale al 1796, a cui la Austen diede il titolo Prime impressioni.

Anche nella versione definitiva sono proprio le prime impressioni a muovere la trama e i personaggi: gli atteggiamenti di Mr Darcy, interpretati frettolosamente da Elizabeth Bennet come insopportabile orgoglio; i pregiudizi della stessa Elizabeth nei confronti di Darcy; l’iniziale disinteresse di quest’ultimo verso di lei, reputandola non “abbastanza bella”.

L’uno e l’altra avranno modo di confrontarsi nel corso del romanzo, di conoscersi a fondo, di superare i propri pregiudizi e di innamorarsi.

Jane Austen riserva ai suoi lettori una prosa elegante e ironica, ricchissima di dialoghi. Attraverso di essi, più che dalle descrizioni, si evincono i caratteri dei personaggi. Scolpiti a tutto tondo, finemente cesellati, sono stati consegnati dall’autrice a imperitura memoria.

La trama

Protagonista del romanzo è la famiglia Bennet, composta dai genitori e da cinque figlie femmine: Jane, Elizabeth (Lizzy), Catherine (Kitty), Mary e Lidya. L’incipit del romanzo fa comprendere fin dalle prime righe quale sarà il tema:

"È una cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie. E benché poco sia dato sapere delle vere inclinazioni e dei proponimenti di chi per la prima volta venga a trovarsi in un ambiente sconosciuto, accade tuttavia che tale convinzione sia così saldamente radicata nelle menti dei suoi nuovi vicini da indurli a considerarlo fin da quel momento legittimo appannaggio dell'una o dell'altra delle loro figlie."
In particolare è la signora Bennet a desiderare un marito per le figlie e trova in un evento che avviene accanto alla loro tenuta di Longbourn l’occasione giusta per maritarne almeno una: l’arrivo a Netherfield Park, residenza lussuosa nella campagna inglese, del facoltoso e celibe Charles Bingley. L’opportunità di un incontro avviene grazie a un ballo organizzato dai signori Lucas, la cui figlia Charlotte è intima amica di Elizabeth. La famiglia Bennet viene dunque presentata a Mr Bingley e ai suoi ospiti, tra i quali spicca l’amico Fitzwilliam Darcy. Charles Bingley mostra fin da subito un interesse profondo per Jane, interesse corrisposto dalla giovane. Darcy, invece, attira su di sé l’antipatia di Elizabeth a causa di un commento poco felice su di lei. Nel contempo, le sorelle Bennet fanno la conoscenza di un ufficiale dell’esercito, George Wickham, il cui passato è legato a quello di Mr Darcy, al quale riserva parole non certo lusinghiere, rafforzando in Elizabeth l’idea che Darcy sia un uomo superbo e presuntuoso. Negli stessi giorni si presenta a casa dei Bennet William Collins, un parente, pastore anglicano dai modi affettati, destinato a ereditare la tenuta di Longbourn. Egli spera di sposare una delle sue cugine e fa capire a Mrs Bennet che la prescelta è Jane, la più bella delle cinque sorelle. Ma la madre fa notare che la sua figlia maggiore sarà presto fidanzata con Mr Bingley e che dunque non è disponibile. La seconda scelta è Elizabeth, che però rifiuta senza mezzi termini e con grande dispiacere della madre la proposta di matrimonio. Collins finirà con lo sposare Charlotte Lucas, con grande disappunto della signora Bennet che sperava di vedere ben presto le sue figlie maggiori maritate. Anche per Jane le cose non procedono nel modo sperato: Bingley non aveva più dato notizie di sé e correva voce che avesse fatto ritorno a Londra. Arriva presto una lettera di Caroline Bingley, sorella di Charles, che informa Jane del loro ritorno in città e della crescente intimità fra suo fratello e la sorella di Darcy, Georgiana. Intanto giungono a Longbourn, per trascorrervi il Natale, il fratello di Mrs Bennet con sua moglie, i signori Gardiner, che invitano Jane a trascorrere un po’ di tempo con loro a Londra con l’idea che un po’ di svago possa giovarle. In primavera, Elizabeth va a trovare Charlotte a Hunsford, dove si è trasferita dopo il suo matrimonio. Qui ha modo di conoscere di persona Lady Catherine de Bourgh, benefattrice di Mr Collins. Durante il suo soggiorno a Hunsford, Elizabeth ha modo di incontrare più volte Mr Darcy, nipote di Catherine de Bourgh. Scopre, suo malgrado, che è stato proprio Darcy ad allontanare Bingley da Jane, convinto che ella non fosse davvero innamorata di lui e per via dell’imbarazzo creato, in più di un’occasione, dalla signora Bennet e dalle figlie minori. Subito dopo riceve l’inaspettata – e infelice – dichiarazione d’amore di Darcy, vinto dalla sua bellezza e dal suo carattere volitivo e forte. Ma Elizabeth lo rifiuta con determinazione, sia per i modi in cui ha dichiarato il suo amore, sia per ciò che ha fatto a Jane sia, infine, per lo sgarbo ai danni di Wickham, o perlomeno ciò che lei crede tale. Darcy le sespone le sue ragioni in una lettera e le racconta la verità su Wickham. Tornata a casa, cerca di convincere suo padre a non mandare Lydia a Brighton, sebbene sia stata invitata da Mrs Forster e dal marito, colonnello del reggimento. L’avventatezza e la giovane età di Lydia sono per Lizzy motivo di preoccupazione, ma i suoi genitori sono di tutt’altro avviso. Poco dopo Elizabeth parte con i suoi zii, i signori Gardiner per un viaggio nel Derbyshire, in cui si trova anche la residenza di Mr Darcy, Pemberley. I due si incontrano di frequente e Lizzy ha modo di ricredersi su di lui. Durante il soggiorno, però, una brutta notizia sconvolge la compagnia: Lydia è fuggita con Wickham, gettando disonore sull’intera famiglia. Il viaggio viene interrotto, il signor Gardiner e il signor Bennet si mettono sulle tracce dei fuggitivi. Dopo breve tempo Lydia e Wickham si sposano e Lizzy scopre che Darcy ha avuto un ruolo importante nella vicenda, salvando l’onore di sua sorella. Il lieto fine porterà altri due fidanzamenti in famiglia, quello fra Jane e Bingley, che non avevano mai smesso di amarsi,  e quello fra Elizabeth e Darcy, riusciti nel tempo a vincere l’orgoglio e il pregiudizio.

«Quando è cominciato?» domandò. «Posso ben capire che, una volta nato, il sentimento abbia preso facilmente piede: ma che cosa ti ha fatto innamorare, inizialmente?»
«Non saprei dire l'ora, il luogo, lo sguardo o le parole che segnarono l'inizio: accadde tutto troppo tempo fa. Comunque, mi ci trovai nel mezzo prima di sapere come fosse cominciato.»
«[...] Dimmi sinceramente, ora: mi ammiravi per la mia impertinenza?»
«Per la vivacità della tua mente, senza dubbio.»

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