Per i 150 anni di Grazia Deledda il Premio CANNE AL VENTO di Galtellì premia tutti i finalisti

DURANTE LA CERIMONIA DI SABATO 30 OTTOBRE,
LA GIURIA DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE “CANNE AL VENTO” DI GALTELLÌ HA PROCLAMATO VINCITORI, PER LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO, TUTTI I FINALISTI PRESENTI. SONO CARLA CRISTOFOLI E FRANCISCO LÓPEZ BARRIOS PER LA SEZIONE INTERNAZIONALE, E ANTONIO MARIA MASIA, GIOVANNI PIGA E ANNA CRISTINA SERRA PER LA LINGUA SARDA. “MENZIONE D’ONORE” A SALVATORE SERRA PER IL BRANO “SOLO”, DEDICATO A EFIX

Il Premio Letterario Internazionale dedicato a Grazia Deledda ha concluso con la cerimonia di premiazione tanto attesa il percorso della quarta edizione. Nel centocinquantesimo anniversario della nascita della scrittrice Premio Nobel, la giuria composta da Neria De Giovanni, Angel Basanta, Anthony Muroni, Pierfranco Bruni e Andrea Guiati ha deciso all’unanimità, in deroga a quanto fatto nelle edizioni precedenti, di premiare tutti i finalisti presenti a Galtellì per la cerimonia (non è contemplata la finalista londinese Fiona Vigo Marshall, che ha deciso di non presenziare).
«La ricorrenza del centocinquantesimo anniversario si sposa con un’edizione del Premio davvero internazionale – afferma Neria De Giovanni, presidente di giuria –. Abbiamo ricevuto racconti da ogni parte del mondo, a testimonianza dell’ampia diffusione dell’opera di Grazia Deledda. Abbiamo quindi voluto celebrare l’internazionalità dell’autrice premiando tutti i finalisti presenti a Galtellì: Carla Cristofoli, sarda ma residente a Parigi, con il suo racconto “Strade infinite” ci porta a Roma, dove Deledda visse e morì, e riprende un universo urbano che la nostra amò e descrisse con la memoria sempre rivolta alla Sardegna. Il secondo vincitore per la sezione internazionale è lo spagnolo Francisco López Barrios – prosegue –. Il suo racconto, “Cara de piedra”, è ambientato tra Cagliari, Nuoro e Galtellì e finisce nell’Ortobene. Un fatto che ci ha colpito molto proprio perché il racconto è stato scritto da un non sardo. L’anima più sarda di Deledda è stata quindi raccontata da uno spagnolo, e la parte continentale da una sarda. Un’altra testimonianza dell’internazionalità del Premio e della scrittrice a cui è dedicato».
Anche per la sezione sarda si è fatta la stessa scelta: «I tre racconti sardi finalisti e vincitori, “Sas tres sorres de sa ’Idda mia” di Antonio Maria Masia, “In su respiru de Galte…” di Giovanni Piga e “Froris de proinca” di Anna Cristina Serra, rappresentano la ricchezza della lingua sarda e delle tre varianti logudorese, nuorese e campidanese. Generalmente i concorsi in lingua sarda sono riservati alla poesia, noi abbiamo scelto invece i racconti. E quest’anno ne sono arrivati di bellissimi in tutte le varianti, per questo abbiamo deciso di premiare tutti i finalisti. Infine, abbiamo assegnato la Menzione d’onore a Salvatore Serra per il brano “Solo”, dedicato a Efix, il servo delle dame Pintor. Trattandosi di musica, l’opera è stata accettata extra concorso, ma abbiamo voluto segnalarla come presenza importante», conclude De Giovanni.

Molto soddisfatto il sindaco di Galtellì, Giovanni Santo Porcu: «Il Premio ha avuto un importante riscontro a livello internazionale ma anche per quanto riguarda la lingua sarda. Ciò dimostra la volontà di salvaguardare e di utilizzare il sardo in tutte le sue varianti, e questo ci fa onore. Un altro elemento fondamentale di questa edizione è la musica, capace di trasportare emozioni al pari della letteratura. Abbiamo quindi deciso, dalla prossima edizione, di aprire il Premio anche alla musica e ci sarà in giuria una figura specifica capace di coordinare al meglio questa novità. L’apertura alla musica sarà sempre legata all’opera di Grazia Deledda e i partecipanti a essa dovranno fare riferimento, perché lo scopo del Premio “Canne al vento” è continuare a diffondere la figura della scrittrice. Vorrei aggiungere che il Premio è stato vissuto dalla comunità, sia durante l’estate con le presentazioni letterarie che hanno anticipato la cerimonia di premiazione, sia con le attività dedicate alle scuole, da cui sono scaturite delle poesie straordinarie, legate alla figura di Deledda, scritte dai più giovani. Un successo che ci conferma di essere sulla strada giusta», conclude Porcu.


Il Premio “Canne al vento” di Galtellì e tutti gli eventi a esso legati sono stati curati, come nel 2019, dall’associazione culturale “Il Club di Jane Austen Sardegna” di Villacidro con la direzione artistica di Giuditta Sireus: «Siamo felici di accompagnare per la seconda volta il premio letterario che da questa edizione è stato intitolato al romanzo “Canne al vento”, ambientato proprio a Galtellì. Come organizzatori abbiamo voluto coinvolgere ancora di più la comunità galtellinese con un programma che vedesse la partecipazione attiva delle associazioni culturali locali e le scuole. La spinta internazionale del Premio ha coinvolto diversi collaboratori che hanno reso possibile la diffusione del messaggio deleddiano ovunque nel mondo, con il felice esito di un’ampia e diffusa partecipazione internazionale. Infine, con la volontà di coinvolgere i più giovani abbiamo voluto a Galtellì un artista come Moses Concas che si è interfacciato con la musica tradizionale del Tenore Garteddesu, con cui si è esibito venerdì. In occasione della premiazione, abbiamo voluto ancora una volta la musica della comunità galtellinese con Sos cantores de Garteddì, incorniciando così il paese, “Canne al vento” e Grazia Deledda», conclude Sireus.
Assente, per un improrogabile e improvviso impegno di lavoro, il tenore Francesco Demuru, a cui è stato conferito il “Premio speciale” della giuria per l’impegno profuso nel portare la sua arte nel mondo. Come ha fatto Grazia Deledda con la letteratura, tradotta in oltre quaranta lingue.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top